Gestione dell’ attacco acuto
AuraSTOP in fase acuta
Nell’ambito della gestione complessiva di individui con emicrania, l’impiego della formulazione può essere preso in considerazione nelle forme di intensità lieve o moderata. Può rappresentare un’opzione da valutare in particolare nei soggetti di età inferiore ai 18 anni e nei pazienti oltre i 65 anni, fasce di popolazione nelle quali è spesso opportuno adottare un approccio prudente nella scelta degli approcci mirati. Inoltre, nelle forme croniche di emicrania, può essere considerato nell’ambito di una strategia complessiva finalizzata a favorire la riduzione dell’assunzione frequente di analgesici, contribuendo a limitare il rischio di abuso dei soliti trattamenti farmacologici.
In caso di cefalea tensiva, l’impiego può essere valutato come supporto nella gestione degli episodi, all’interno di un approccio più ampio, che tenga conto anche di eventuali fattori scatenanti, dello stile di vita e delle condizioni di stress psicofisico. In ogni situazione, è consigliabile che la scelta venga effettuata con il supporto del medico, che potrà valutare il quadro clinico complessivo e l’appropriatezza dell’utilizzo, caso per caso.
Approcci abituali per crisi emicraniche
In caso di crisi emicranica, le opzioni farmacologiche vengono selezionate dal medico in base alle caratteristiche cliniche del paziente, alla severità dell’episodio, alla storia terapeutica e alla presenza di eventuali controindicazioni. Uno dei possibili trattamenti riguarda generalmente i triptani, da assumere il più precocemente possibile all’inizio dell’attacco. In caso di risposta non soddisfacente, possono essere impiegati analgesici, tra cui l’ibuprofene, oppure l’indometacina, e comunque sempre secondo indicazione medica.
Entrambe le classi presentano limitazioni d’uso. I triptani sono controindicati nei soggetti di età inferiore ai 18 anni o superiore ai 65 anni e nei pazienti con patologie cerebrovascolari o ipertensione arteriosa non controllata. Gli analgesici, invece, richiedono cautela o sono controindicati in presenza di patologie gastriche, renali o insufficienza epatica; inoltre, non sono indicati in età pediatrica o nei pazienti anziani. Devono essere evitati anche nei soggetti con diatesi emorragica o in trattamento concomitante con farmaci anticoagulanti o antiaggreganti.